Che cosa sono

Le fratture vertebrali possono derivare da traumi ad alta energia (incidenti, cadute) o, più spesso, da fragilità ossea dovuta a osteoporosi. Il crollo del corpo vertebrale provoca dolore acuto e perdita di altezza del segmento, con rischio di deformità e compressione nervosa.

Sintomi

Il sintomo principale è il dolore improvviso, nella sede della frattura, che peggiora in posizione eretta o durante i movimenti. Nei casi più gravi, possono comparire deformità visibili o sintomi neurologici da compressione midollare o delle radici spinali.

Diagnosi

La diagnosi si effettua con radiografia e TC per valutare la frattura e la stabilità.
La risonanza magnetica distingue le fratture recenti da quelle vecchie e rileva eventuale edema o interessamento del midollo ed al giorno d’oggi è fondamentale per decidere la strategia terapeutica.

Trattamento

Nei casi di frattura stabile, si può ricorrere a terapia conservativa (busto, analgesici, riabilitazione).
Quando il dolore è intenso o vi è collasso del corpo vertebrale, si può eseguire una vertebroplastica o cifoplastica percutanea:

  • tramite un ago si inietta una resina biocompatibile che stabilizza la vertebra e ne ripristina parzialmente l’altezza;
  • la procedura dura circa 30 minuti e il paziente cammina già dopo poche ore.

Nelle fratture instabili o traumatiche si esegue invece una stabilizzazione vertebrale con viti e barre.

Prognosi

La riduzione del dolore è immediata e significativa nella quasi totalità dei casi. Tuttavia, in alcuni casi, la collaborazione del paziente è fondamentale perché, se la qualità dell’osso non è ottimale, la guarigione può richiedere più tempo. La vertebroplastica migliora la qualità di vita e riduce il rischio di ulteriori collassi vertebrali. Fondamentale la prevenzione dell’osteoporosi con terapia medica e stili di vita adeguati.

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