Che cosa sono

I gliomi “di basso grado” (le virgolette servono a capire che la definizione basso grado è una vecchia definizione, attualmente non più usata dalla comunità neuro-oncologica) sono tumori che originano dalle cellule gliali, elementi di supporto del tessuto nervoso. Si caratterizzano per una crescita lenta e un comportamento biologico meno aggressivo rispetto ai glioblastomi. Colpiscono spesso soggetti giovani o di mezza età e, pur essendo neoplasie, possono avere oggi prognosi e gestione favorevoli se affrontati con tempestività e strategie moderne. Le principali forme comprendono astrocitomi e oligodendrogliomi, classificati secondo criteri istologici e molecolari stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Sintomi

La comparsa dei sintomi dipende dalla sede del tumore. I più frequenti sono le crisi epilettiche, seguite da cefalea, disturbi della concentrazione o del linguaggio, deficit motori o sensitivi. Spesso l’esordio è subdolo, con sintomi lievi che il paziente tende a sottovalutare.

Diagnosi

La diagnosi si basa su risonanza magnetica cerebrale con e senza contrasto. I gliomi “di basso grado” appaiono spesso come aree non captanti mezzo di contrasto, con margini sfumati. Per definire con precisione la natura della lesione, si ricorre alla biopsia stereotassica o, quando possibile, alla rimozione chirurgica di tutto o di una parte del tumore. Oggi la classificazione molecolare (mutazione IDH, co-delezione 1p/19q, ecc.) è cruciale per stabilire prognosi e strategie terapeutiche.

Trattamento

L’obiettivo principale è massimizzare la rimozione tumorale preservando le funzioni neurologiche.
Grazie al planning chirurgico preoperatorio, l’uso del monitoraggio intraoperatorio, alla neuronavigazione, alla fluorescenza e, quando necessario, alla chirurgia da sveglio (awake surgery), è possibile individuare con grande precisione i limiti del tumore anche nelle aree eloquenti del cervello. In quest’ottica, la collaborazione con il neuropsicologo riveste al giorno d’oggi un ruolo fondamentale prima, durante e dopo l’intervento.
Dopo l’intervento, a seconda dei risultati istologici, possono essere indicate radioterapia e chemioterapia adiuvante (spesso con temozolomide o protocolli specifici per gli oligodendrogliomi). In molti casi, però, la sola chirurgia può essere sufficiente, seguita da un attento follow-up radiologico.

Prognosi

I gliomi a basso e medio grado hanno una prognosi a lungo termine positiva. Molti pazienti conducono una vita normale per anni, con controlli periodici e, se necessario, trattamenti aggiuntivi.
La gestione è cronica ma non necessariamente invalidante: il progresso delle tecniche chirurgiche e dei protocolli terapeutici consente di conciliare efficacia oncologica e preservazione della qualità di vita.
L’approccio multidisciplinare (neurochirurgo, neuroncologo, radioterapista, neuropsicologo, neuroradiologo) è la chiave per personalizzare le cure in modo equilibrato e sicuro.

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