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- Malformazione di Chiari di tipo I e siringomielia
- Spasmo emifacciale
- Epilessia farmacoresistente e chirurgia dell’epilessia
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Che cos'è
Lo spasmo emifacciale è una contrazione involontaria dei muscoli di un lato del viso, causata nella maggior parte dei casi da una compressione vascolare del nervo facciale (VII nervo cranico) alla sua origine nel tronco encefalico.
Non è una malattia psichiatrica né degenerativa, ma un disturbo funzionale e benigno, spesso molto invalidante nella vita sociale.
Sintomi
Si manifesta con contrazioni intermittenti attorno all’occhio, che progressivamente coinvolgono tutta la metà del volto (guancia, bocca, mento). Nel tempo, possono diventare continui e determinare chiusura forzata dell’occhio o deviazione della bocca, con frequenza tale da comportare un’alterazione della qualità di vita.
Diagnosi
La diagnosi è clinica, supportata da risonanza magnetica ad alta risoluzione, utile per identificare il contatto tra un’ansa vascolare e il nervo facciale.
Trattamento
- Un trattamento temporaneo consiste nelle iniezioni di tossina botulinica, che riducono gli spasmi per alcuni mesi, anche se non rimuovono la causa.
- La soluzione definitiva è la decompressione microvascolare, eseguita con un piccolo accesso retrosigmoideo: si separa il vaso dal nervo e si interpone un piccolo “cuscinetto” (di solito prelevando un piccolo frammento di muscolo del paziente stesso, tramite la stessa piccola incisione dell’intervento). L’intervento ha una percentuale di successo superiore al 90%, con risultati duraturi e bassissimo rischio di recidiva.
Prognosi
La guarigione è quasi sempre completa e definitiva. La qualità di vita migliora radicalmente e il volto recupera la sua naturale espressività. Il follow-up post-operatorio serve a monitorare la stabilità del risultato e il benessere estetico-funzionale.